Elettrico & Tech

Auto ed economia circolare: il caso Renault

Produrre auto in maniera sostenibile, riducendo l’impatto ambientale non solo a livello di emissioni locali ma anche in termini di materiali e risorse, promuovendo l’estensione del ciclo di vita di tanti componenti. L’economia circolare può essere anche applicata al settore automobilistico, e Renault è tra i Costruttori che per primi hanno progettato non solo il ciclo di vita dei propri veicoli ma anche quello che viene dopo il fine della vita utile dei singoli componenti. Le parole d’ordine? Riciclo e seconda vita.

Tra riciclaggio dei tessuti, ricondizionamento dei ricambi, riutilizzo delle batterie dei veicoli elettrici, sviluppo di offerte di car sharing sempre più ecologiche e sostenibili, in tema di economia circolare il Gruppo Renault è in prima linea ed è salito a bordo di un nuovo modello economico più virtuoso. Con la filiale Renault Environnement, non intende fermarsi qui ed estende, passo dopo passo, le sue politiche a tutte le attività. Prossima tappa: il 2022 con l’obiettivo di aumentare del 50%, entro questa data, il suo consumo globale di plastica riciclata rispetto al 2013.

SMART ISLAND: UNA SECONDA VITA PER LE BATTERIE

Uno degli elementi più discussi quando si parla di auto elettriche sono le emissioni nell’intero ciclo di vita: un’auto elettrica, infatti, non emette emissioni inquinanti a livello locale, ma aspetti come la produzione e soprattutto lo smaltimento delle batterie producono anch’essi delle emissioni. Per il Gruppo Renault è dunque fondamentale assicurarsi che la vita delle batterie – la componente più inquinante di un’auto elettrica – non si esaurisca al termine del ciclo di vita dell’auto. Un’idea è quella di riutilizzare tali batterie per immagazzinare le energie rinnovabili e alimentare, ad esempio, gli edifici. Un ambito di utilizzo per il quale non è richiesta la massima efficienza dell’accumulatore, necessaria invece per l’autotrazione.

Accade proprio questo nell’isola di Porto Santo, in Portogallo, un ecosistema elettrico intelligente fa leva su quattro pilastri: veicoli elettrici, stoccaggio stazionario di energia, smart charging e ricarica vehicle-to-grid. I veicoli elettrici sono ricaricati in modo intelligente (smart charging), grazie alle 40 colonnine di ricarica connesse, private o pubbliche, installate sull’isola da EEM (Empresa de Electricitade da Madeira) e Renault. Ma l’aspetto più interessante, che rende davvero “smart” questa isola, è la possibilità per le auto grado di restituire elettricità in concomitanza con picchi di consumo; possono, così, servire anche da unità di stoccaggio temporaneo di energia.

Aggiungiamo poi che delle batterie di seconda vita provenienti da veicoli elettrici Renault vengono utilizzate per immagazzinare l’energia supplementare, prodotta dalle centrali solari ed eoliche di Porto Santo. Stoccata appena prodotta, questa energia viene reimmessa nella rete per le esigenze locali. Una parte di tali batterie proviene dall’isola di Madera.

TESSUTI E COMPONENTI RICICLATI PER L’AUTO

Un’altra iniziativa riguardante l’economia circolare è l’utilizzo esteso di materiali riciclati per produrre nuovi componenti. Su nuova Renault Zoe, la segmento B elettrica che abbiamo provato in anteprima, Renault ha utilizzato – prima applicazione industriale a livello mondiale – un tessuto composto da fili cardati al 100% riciclati provenienti dall’economia circolare (nello specifico, dalle cinture di sicurezza, da scampoli di tessuto provenienti dall’industria automotive e dalle bottiglie di plastica).

Un’applicazione inedita nel mondo, sviluppata in collaborazione tra il Gruppo Renault, Filatures du Parc (azienda francese specializzata in fili cardati), Adient Fabrics France (filiale francese del 1° fornitore al mondo di sedili per auto). Lo troviamo nelle coperture dei sedili e nei rivestimenti della plancia, sulla consolle, la leva del cambio e le guarnizioni delle porte.