Elettrico & Tech

Auto elettriche: rivoluzione rimandata a causa del coronavirus?

La crisi economica dovuta al quasi totale stop delle attività per il contenimento del coronavirus è già, purtroppo, una realtà. Lo dimostrano i numeri spaventosi registrati nel mese di marzo nel settore automotive, uno dei più colpiti dal lockdown. Il crollo delle vendite delle auto nuove, di quelle usate e di quelle a noleggio è solo l’antipasto di una crisi molto più profonda e strutturale, i cui effetti si avvertiranno anche ad emergenza sanitaria rientrata.

Le Case automobilistiche ne sono consapevoli, essendo parte di un settore che vive della liquidità a breve e medio termine per sostenere gli ingenti investimenti che i prossimi anni richiederanno. In primis, quelli per la transizione alla mobilità elettrica, passaggio necessario per rientrare negli stringenti limiti alle emissioni di CO2 fissati dall’Unione Europea a partire dal 2020.

Se guardiamo, per esempio, ad un costruttore come il Gruppo Volkswagen, l’elettrificazione richiede investimenti nell’ordine delle decine di miliardi di euro, necessari non solo per la ricerca e lo sviluppo hardware e software ma anche per l’approvvigionamento delle batterie, la formazione del personale e l’adeguamento delle linee produttive. Una crisi come quella che stiamo vivendo – che ci riporta istantaneamente ai livelli del Dopoguerra – avrà un impatto notevole sul settore: a quantificarlo ci ha pensato uno studio pubblicato dalla società di consulenza Deloitte, nel quale emerge che fattori imprevedibili come il crollo della domanda di mercato e della produzione industriale comporteranno un rallentamento di breve-medio termine nella transizione globale verso la mobilità elettrica.

LA TRANSIZIONE ELETTRICA RALLENTA, MA NON SI FERMA

I motivi del rallentamento, che si manifesterà con una rimodulazione degli investimenti da parte delle Case, vanno individuati nella contrazione del mercato (la domanda di auto elettriche, tendenzialmente più costose da acquistare rispetto alla media del mercato) ma anche nella difficoltà a garantire il ripristino della filiera internazionale, con molti fornitori costretti a fermarsi o comunque a ritardare gli approvvigionamenti di componentistica.

Il passaggio dei Paesi più avanzati verso l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili è un processo irreversibile, ma la complessità della tecnologia legata allo sviluppo della mobilità elettrica richiede enormi investimenti pluriennali, oggi poco compatibili con la contrazione dei margini di profitto e la crisi di liquidità delle imprese. A questa possibile contrazione degli investimenti, vanno aggiunti anche gli effetti dello slittamento del lancio di nuovo modelli elettrici, dovuti anche al rinvio dei principali eventi di settore

Giorgio Barbieri, Partner Deloitte e responsabile italiano per il settore Automotive

Emergerà, secondo lo studio, la necessità di uno slittamento degli attuali target di riduzione delle emissioni di CO2 per favorire il rilancio dell’industria automobilistica. Lo dimostra la lettera inviata dai Costruttori alla Commissione Europea nelle scorse settimane, nonché la proposta dell’UNRAE al Governo italiano di ampliare la disponibilità degli incentivi per l’acquisto di auto a basso impatto ambientale estendendo l’Ecobonus anche a veicoli con fascia di emissioni compresa tra i 61 e i 95 g/km di CO2.

STUDIO DELOITTE: L’IMPATTO DEL CORONAVIRUS SULL’AUTO ELETTRICA