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Blocco diesel a Roma, ANIASA: “misura ideologica contro cittadini e imprese”

Secondo quanto comunicato da una nota diffusa dall’ANIASA, l’associazione che rappresenta il settore dei servizi di mobilità in Confindustria, l’ormai famigerato stop alla circolazione a Roma di tutti i veicoli diesel (anche quelli di ultima generazione) rappresenta “l’ennesima misura ideologica che non riduce l’inquinamento” ma, anzi, “danneggia cittadini e imprese”.

La misura di 3 giorni (14, 15 e 16 gennaio 2020) annunciata e adottata dall’amministrazione Raggi viene considerato prima di tutto un danno a quegli automobilisti che, acquistando un’auto diesel Euro 6 di ultima generazione, credevano di poter essere al riparo (almeno fino al blocco di tutti i diesel in centro a partire dal 2024) da questo tipo di misure atte a ridurre l’inquinamento dell’aria nei giorni più critici.

Lo stop di 3 giorni alla circolazione sulle strade di Roma di tutti i veicoli diesel è l’ennesimo, miope atto con cui un’amministrazione locale decide di danneggiare anche automobilisti e aziende che scelgono di usare veicoli Euro6, di ultima generazione con emissioni prossime allo zero. Un atto di pura ideologia, privo di sostegno scientifico, destinato ad avere un impatto ambientale ridotto, con elevati costi per la mobilità cittadina. Con questo blocco si viola nuovamente il principio della neutralità tecnologica tra le diverse alimentazioni e si penalizza una tecnologia europea e italiana, con ripercussioni anche sulla produzione industriale e sull’occupazione.

I dubbi mossi dall’Associazione riguardano l’apparente incoerenza tra le scelte della giunta guidata da Virginia Raggi e gli studi scientifici in maniera di emissioni. “Se il reale obiettivo della misura assunta dal Campidoglio – scrive ANIASA – è davvero di bloccare i veicoli più inquinanti, non si comprende perché siano stati fermati i veicoli a gasolio Euro6, che oggi presentano emissioni vicine allo zero, e si consenta la circolazione di veicoli a benzina Euro3-4-5, decisamente più vecchi e inquinanti”.

Il punto, secondo ANIASA, non è tanto la legittimità o meno del blocco ai veicoli termici (per quanto discutibile), quanto la discriminazione nei confronti di chi ha scelto di acquistare auto di ultima generazione, a favore di coloro che guidano auto più vecchie e inquinanti ma a benzina e dunque non interessate dal blocco. A sostegno delle proprie ragioni, l’Associazione porta alcuni valori di emissioni riscontrati dagli studi menzionati poc’anzi:

  • ossidi azoto (NOx): un veicolo diesel Euro6 ne emette fino a un tetto di 0,08 gr/km, mentre uno Euro3 a benzina ne emette fino a 0,15 gr/km;
  • emissione polveri: quasi il 60% del particolato PM deriva dal rotolamento delle ruote, che sollevano quanto già depositato al suolo e che invece il lavaggio e le piogge rimuovono. Il 35% deriva invece dal consumo di asfalto, gomme e freni;
  • il particolato PM 2,5 derivante degli scarichi Euro6 è inferiore al 7% del totale;
  • tutte le auto diesel in circolazione nell’UE emettono globalmente allo scarico il 2% di tutto il PM 2,5 presente nell’aria; il 16% degli NOx viene dalle auto (nel 2030 sarà il 7%)
  • nel ciclo completo, le vetture diesel presentano minori emissioni di CO2 rispetto a quelle a benzina.

Infine, ANIASA si auspica che l’amministrazione capitolina adotti lo stesso atteggiamento per accelerare la sostituzione dei vecchi autobus in circolazione, che a Roma ha un’età media di 12,4 anni, contro i 10,6 del parco circolante leggero.