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Coronavirus: le Case auto in prima linea per produrre respiratori polmonari

La diffusione del coronavirus sta mettendo in ginocchio – senza distinzioni – l’economia di tutti i grandi paesi industrializzati, costretti a sospendere le attività produttive fino a quando l’emergenza sanitaria non sarà rientrata. Particolarmente colpita è l’industria dell’auto, già protagonista di una lenta ma economicamente impegnativa trasformazione nel segno dell’elettrificazione e della digitalizzazione. Un’industria che, tuttavia, proprio per uscire da questa situazione il prima possibile decide di non fermarsi.

Succede allora che il più grande gruppo industriale italiano, Fiat Chrysler Automobiles (insieme a Ferrari), metta a disposizione le proprie risorse – altrimenti ferme – per aiutare un Paese duramente colpito dalla pandemia COVID-19. Dapprima con una donazione del valore di 10 milioni di euro per l’acquisto di respiratori e materiale medico-sanitario, poi con la disponibilità offerta al più grande produttore di respiratori polmonari in Italia per aiutare a incrementare la produzione di questi macchinari essenziali per salvare la vita ai pazienti ricoverati in terapia intensiva.

La società in questione è la Siare Engineering, eccellenza tutta italiana a cui in questo periodo il Governo di Roma ha chiesto uno sforzo enorme: aumentare la capacità produttiva mensile di respiratori dagli attuali 160 a 500 pezzi. Durante i colloqui avvenuti ieri tra il CEO di Siare Gianluca Preziosa e i vertici di Exor, FCA e Ferrari, sono due le possibilità emerse: aumentare la capacità produttiva di Siare grazie al supporto di FCA/Ferrari oppure esternalizzare la produzione di respiratori presso gli stabilimenti FCA/Ferrari.

Ma gli italiani non sono gli unici Costruttori che si sono offerti di dare una mano ai rispettivi Paesi per combattere la guerra contro il coronavirus: già negli scorsi giorni le Case inglesi (Jaguar Land Rover e McLaren) si sono offerte per convertire le proprie linee alla produzione di respiratori e materiale medico-sanitario, e lo stesso stanno facendo gli americani di Ford, GM e Tesla. La Casa fondata da Elon Musk, che nei prossimi giorni avvierà la sospensione della produzione presso i propri stabilimenti americani, ha dichiarato di essere pronta a costruire respiratori se ce ne sarà bisogno.

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