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Fiat prepara l’addio al segmento A?

Addio al segmento A. E se a dirlo è Fiat Chrysler Automobiles, che di questa fascia di mercato è il leader di mercato indiscusso da anni, allora la questione si fa seria.

Il motivo va ricercato nella difficoltà dei vari costruttori nel bilanciare gli elevati costi di ricerca e sviluppo delle citycar – paragonabili a quelli degli altri modelli – i costi superiori per l’abbassamento delle emissioni e i minori margini di guadagno. Al di là del mercato italiano, dove il segmento A fa ancora oggi la parte del leone, nel resto d’Europa le auto da città non detengono volumi di mercato sufficienti per giustificarne i costi. E così i Costruttori stanno pian piano decidendo di abbandonare il segmento.

Ford dirà addio a Ka+ nel 2020, e lo stesso farà Opel con Adam e Karl. Il Gruppo Volkswagen non ha al momento confermato la seconda generazione delle citycar Volkswagen up/Seat Mii/Skoda Citigo, che verranno sostituite probabilmente da crossover (anche elettrici) nel 2024. Solo i coreani sembrano ancora crederci, come dimostra la nuova generazione di Hyundai i10 lanciata lo scorso settembre al Salone di Francoforte (QUI la nostra intervista al designer italiano Davide Varenna). 

La notizia dell’abbandono del segmento A da parte di FCA arriva da Automotive News, e rientra in una più ampia disamina che riguarda le prossime mosse strategiche del futuro gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA. Un agglomerato di aziende con una forte presenza in Europa che proprio in Europa cercherà di ottimizzare gli investimenti, rendendo più efficienti la produzione e la rete di vendita. 

La strategia è stata delineata chiaramente nelle slide che FCA ha mostrato agli investitori durante la call tenutasi lo scorso 31 ottobre in cui sono stati annunciati i risultati finanziari del terzo trimestre 2019, insieme ad alcuni aggiornamenti al piano industriale 2019-2022 di Alfa Romeo. La slide parla infatti di un “passaggio” dal segmento A al segmento B, e le parole del CEO FCA Mike Manley non fanno altro che confermare questa transizione: 

Nel prossimo futuro ci vedrete maggiormente focalizzati su questo segmento dai volumi e dai margini più elevati, e questo significherà abbandonare il segmento delle minicar [il segmento A in Italia, ndr].

Ancora non sappiamo quando questo passaggio epocale per Fiat – che, sostanzialmente, deve gran parte delle vendite a Panda e 500 – verrà attuato, ma sappiamo che questi due modelli sono ormai agli sgoccioli della propria carriera. 

Fiat Panda è stata presentata alla fine del 2011 e presto verrà aggiornata con motori mild-hybrid, con produzione confermata fino almeno al 2024 nello stabilimento campano di Pomigliano d’Arco. Fiat 500, invece, è sul mercato dal 2007, è stata ristilizzata nel 2015 e ora si prepara al debutto della variante 100% elettrica, prodotta a partire dal 2020 a Mirafiori (ma su una base del tutto nuova che dovrebbe consentirle una vita produttiva di almeno 6-7 anni).