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Lamborghini Sián Roadster: l’hypercar V12 ibrida perde il tetto

Automobili Lamborghini non poteva scegliere momento migliore di questa torrida estate per svelare la sua ultima novità a cielo aperto: Lamborghini Sián Roadster. La versione senza tetto della hypercar hi-tech prodotta in serie ultra limitata (19 esemplari, già tutti venduti) mantiene intatte le numerose innovazioni tecniche e tecnologiche della coupé, a cominciare dal V12 aspirato che continua a sopravvivere nella gamma di Sant’Agata Bolognese grazie all’elettrificazione. Ma non chiamatelo ibrido: quello di Sián è qualcosa di speciale.

BLU URANUS PER LA LAMBORGHINI ROADSTER PIÙ POTENTE DI SEMPRE

Spicca, in particolar modo, la nuova vernice Blu Uranus, colore appositamente selezionato dal Centro Stile Lamborghini per racchiudere il blu del cielo con il verde dei campi, “celebrando il senso di libertà e le emozioni di guida offerte dalle prestazioni open-top della Sián Roadster”. All’interno dettagli bianchi, Blu Glauco e Oro Electrum, si affiancano a bocchette dal design rinnovato (realizzate mediante stampa 3D), che possono essere personalizzate con le iniziali del cliente. Questo, e molto altro, è possibile grazie al reparto di personalizzazione Ad Personam.

Le differenze con la versione chiusa si concentrano nella linea del tetto, con l’iconico taglio periscopio che richiama in modo esplicito lo stile audace della prima Lamborghini Countach. L’aerodinamica la fa da padrona, con convogliatori aerodinamici alle spalle di conducente e retrotreno, splitter anteriore in fibra di carbonio e innovative alette di raffreddamento attive posteriori che sfruttano la tecnologia dei metalli a memoria di forma:

una tecnologia unica, brevettata da Lamborghini: l’attivazione è innescata dalla reazione di una serie di materiali smart alla temperatura generata dal sistema di scarico, determinando la rotazione delle alette e offrendo al contempo una soluzione di raffreddamento elegante, ma leggera.

LUNGA VITA AL V12: L’IBRIDO SECONDO LAMBORGHINI

L’ibrido di Lamborghini è differente. Innanzitutto, il motore di base è un V12 aspirato. E già questo è un indicatore del livello di performance che gli uomini di Sant’Agata volessero raggiungere. Tra i driver del progetto c’è stata ovviamente la leggerezza, ma anche l’incremento prestazionale a fronte di una riduzione dei consumi. Ed è per questo che è stato scelto di affiancare al V12 un motore elettrico da 48 V, in grado di sviluppare 34 CV di potenza per supportare il motore in tutte le manovre a bassa velocità. L’energia cinetica recuperata dal piccolo motore, tuttavia, non viene accumulata in una classica batteria bensì in un supercondensatore, un dispositivo in grado di immagazzinare una quantità di energia dieci volte superiore rispetto a quella di una batteria agli ioni di litio. Grazie al comportamento simmetrico tra potenza di carica e scarica, il supercondensatore si ricarica completamente ogni volta che la vettura frena e rende immediatamente disponibile la potenza del motore elettrico, che agisce fino ai 130 km/h.

Il sistema, posizionato tra abitacolo e motore, garantisce una perfetta distribuzione del peso. Tre volte più potente di una batteria dello stesso peso e tre volte più leggero di una batteria di potenza analoga, il sistema elettrico composto da supercondensatore e motore elettrico pesa appena 34 kg, per un sorprendente rapporto peso-potenza di 1,0 kg/CV. Il flusso di potenza simmetrico garantisce la medesima efficienza sia nel ciclo di carica che in quello di scaricamento, dando origine alla soluzione ibrida più leggera ed efficiente.

Il risultato sono 602 kW / 819 CV di potenza massima, una velocità di 350 km/h e un’accelerazione 0-100 km/h in 2,9 secondi.