Test Drive

Mazda3 vs Skoda Scala: due diversi modi di intendere il segmento C (Video)

La Golf è sempre la Golf. L’auto compatta per eccellenza, nonché la più venduta in Europa. Eppure il mercato offre tante concorrenti altrettanto valide, ma che troppo spesso passano in secondo piano perché poco conosciute. In questo video vi presentiamo due alternative alla regina del segmento C: una più emozionale e una più razionale, diversissime ma entrambe caratterizzate da un eccellente rapporto tra qualità, dotazioni e prezzo. Due auto moderne, insomma, che si rivolgono a chi non cede alla moda dilagante dei SUV.

Parliamo di Mazda3 e Skoda Scala. Una 100% giapponese, l’altra proveniente dalla Repubblica Ceca ma con DNA tedesco. Entrambe più grandi rispetto a Golf, ma meno care considerando la dotazione. Ognuna ha i suoi punti di forza e i suoi difetti: scopriamoli in questo confronto!

DESIGN: EMOZIONE CONTRO RAGIONE

Se c’è una cosa che rende inconfondibile e assolutamente personale la nuova Mazda3, quella è la sua estetica. Presentata nel 2018, Mazda3 fa sua l’ultima evoluzione della filosofia stilistica Kodo – Soul of Motion: su Mazda3 non troverete linee nette, anzi non troverete proprio linee: le forme e i volumi sono plasmati con una tecnica di lavorazione delle lamiere molto simile a quella artigianale, e grazie alla tinta Soul Red Crystal, vera firma stilistica di Mazda, è il modo in cui la luce colpisce le superfici a definire l’impatto estetico di questa Mazda3 e delle Mazda in generale. Le proporzioni sono sicuramente d’impatto, con un cofano molto lungo, sbalzo anteriore pronunciato e un abitacolo arretrato, con un posteriore raccolto e basso.

Ricordate il nostro primo contatto con Scala? Lì l’avevamo detto che il Blu Race Metallizzato sarebbe stato il più gettonato; e infatti, eccolo anche qui! Scala, come già sappiamo, è pioniera nella nuova filosofia stilistica della Casa ceca, con linee secche e razionali. Di serie abbiamo i fari con luce diurna e anabbagliante a LED, mentre i full LED Skoda Cristal Lighting li troveremo di serie solo sull’allestimento Style. Il top, per quanto riguarda la rivoluzione stilistica del brand, concerne la parte posteriore, con il lunotto esteso fino ai gruppi ottici ad andamento orizzontale, anch’essi a LED e dotati (optional) di indicatori di direzione dinamici. In più, c’è la nuova formula comunicativa di Skoda, che consente nel sostituire lo stemma posteriore, con la scritta in lettering cromato che si sta adottando su tutti il modelli del marchio per un maggiore impatto visivo e una maggiore riconoscibilità; insomma, quando la vedrete per strada direte “Ehi, quella è proprio una Skoda”.

DIMENSIONI E ABITABILITÀ: MAI COSì DISTANTI

Mazda3 è tra le segmento C più lunghe, con 4.460 mm lunghezza x 1.795 mm larghezza x 1.435 mm altezza. In compenso, complice la linea decisamente particolare e sportiva, l’abitabilità non è sicuramente tra i punti forti. Chi siede dietro, in particolare, si trova un po’ sacrificato non tanto per lo spazio per le gambe, che non è ridottissimo, quanto per la sensazione di claustrofobia data dalla linea di cintura molto alta e dalla superficie vetrata ridotta. In compenso, una volta seduti il divanetto è comodo e accogliente per due adulti, ma mancano le bocchette dell’aria. Il bagagliaio ha una capacità di 351 litri, che diventano 1.019 abbattendo gli schienali. Forma regolare ma accesso un po’ stretto causa design, e manca l’apertura elettrica.

Sviluppata sulla piattaforma MQB-A0, Skoda Scala rivela dimensioni ridotte rispetto all’avversaria giapponese. Qui la lunghezza è pressoché pari a quella della sorella Karoq, con 4.360 mm. L’altezza, invece, è di 1.470 mm, mentre la larghezza tocca i 1.800 mm. Non sempre è così, ma in questo caso, l’altezza è complice di un’ottima abitabilità anche dietro, non soffriamo né la mancanza di spazio per la testa e per le gambe né di scarsa illuminazione. Qui, infatti, giochiamo la carta del vetro panoramico di 1,8 m² e delle luci diffuse Ambient Lights. Il bagagliaio di Skoda ha una capacità di 467 litri, sufficienti per renderlo il più ampio della categoria. Abbattendo i sedili posteriori, il volume del vano bagagli (accessibile, come optional, anche dal portellone elettrico) raggiunge 1.410 litri.

INTERNI: ENTRAMBI BEN FATTI

La Golf, lo sappiamo, è una certezza per quanto riguarda la qualità percepita all’interno dell’abitacolo. Salendo su Mazda3 e Skoda Scala, comunque, si rimane impressionati da un livello altrettanto elevato di qualità sia nello stile sia nei materiali e nelle finiture.

Mazda è decisamente la più premium tra le due, con una plancia interamente rivestita in materiali gommosi e addirittura imbottiti nella parte centrale. Accostamenti precisi, manopole dal feedback piacevole, e poi c’è un’ergonomia studiata con la massima attenzione per avvolgere il conducente e farlo sentire un tutt’uno con la macchina. Questa filosofia si chiama Jinba Ittai e si nota nel perfetto allineamento tra sedile, volante e pedaliera e nella leva del cambio, piccola, ergonomica e davvero piacevole da utilizzare. Decisamente ben fatti anche i sedili, con quello del conducente che si regola anche nell’inclinazione della seduta: impossibile non trovare la propria posizione di guida.

Skoda Scala non delude le aspettative, pur presentandosi con uno stile meno ricercato rispetto a quello di Mazda3. Plastiche morbide rivestono la parte alta della plancia e dei pannelli porta anteriori, con una nuova goffratura specifica che si ispira alle strutture cristalline. La plancia adotta uno stile a sviluppo orizzontale che sembra più largo grazie al posizionamento delle bocchette di aerazione agli estremi. La leggerezza della console centrale è dovuta al display ad effetto flottante, mentre il tunnel centrale è di tipo classico, con la leva del freno a mano meccanica (uno dei limiti della piattaforma MQB-A0. I sedili sono riscaldabili (optional) e, in questa versione Sport, anche sagomati con fianchetti più contenitivi e poggiatesta integrati. Ampie – come su tutte le vetture del gruppo Volkswagen, le possibilità di regolazione del posto guida. 

INFOTAINMENT E TECNOLOGIA: DUE DIVERSE FILOSOFIE

Due filosofie completamente contrapposte quelle di Mazda e Skoda nel definire l’esperienza utente. Quella dei giapponesi è tutta orientata sul piacere di guida e sulla riduzione delle distrazioni per il conducente. Ne deriva una strumentazione parzialmente analogica e digitale di stampo classico, con un display al centro che ricorda, nella grafica, i due strumenti analogici. Poco personalizzabile, è però dotato di Head-Up display proiettato sul parabrezza.

Il sistema di infotainment segue la stessa filosofia: distrarre il meno possibile. Lo schermo da 8 pollici a sviluppo orizzontale è incassato nella plancia in posizione rialzata, così che il conducente non deve abbassare lo sguardo. E poi non c’è il touchscreen: tutto si controlla con i comandi sul volante oppure dalla manopola centrale, molto intuitiva da utilizzare. I menu sono semplici e c’è tutto quello che serve: navigazione, impostazioni dettagliate con tutte le spiegazioni dei vari sistemi (anche quelli di sicurezza), media con bluetooth e radio digitale, connettività Apple CarPlay e Android Auto con cavo. E tutto questo è di serie fin dall’allestimento base. La semplicità del sistema gli permette di funzionare con una certa velocità. Manca però la connessione a internet e tutti i servizi ad essa associati, presenti invece su Skoda.

Ricca la dotazione di ADAS. Fin dalla versione base Evolve, Mazda3 prevede la frenata automatica con riconoscimento dei pedoni e dei ciclisti, il sistema di mantenimento della corsia, il Cruise Control Adattivo con controllo della distanza di sicurezza, i fari anteriori a LED con controllo automatico degli abbaglianti, il sistema di monitoraggio posteriore del veicolo, il riconoscimento della stanchezza del guidatore e il lettore dei segnali stradali. Salendo sull’Exceed abbiamo il sistema di riconoscimento della stanchezza del guidatore evoluto (dotato di telecamera e LED a infrarossi per monitorare le espressioni del viso del guidatore), l’avviso di pericolo anteriore in uscita dagli incroci, la frenata automatica posteriore, la funzione Traffic Jam (Cruise & Traffic System) per il Cruise Control e i fari a matrice di LED dotati di 20 blocchi indipendenti. Sul top di gamma Exclusive, quello della nostra prova è infine di serie l’head up display.

Gli ADAS della giapponese non ti danno mai l’illusione che a guidare siano loro. Per esempio, il sistema di avviso di cambio corsia è attivo ma non mantiene la vettura al centro della corsia, semplicemente corregge la traiettoria quando ci avviciniamo alla linea di demarcazione. Il centramento di corsia però c’è, ma è attivo solamente a basse velocità, fungendo da assistente nella guida in colonna, ovvero quando il piacere di guidare è azzerato.

Skoda Scala risponde al minimalismo di Mazda con un’agguerrita offerta tecnologica, che spazia dalla strumentazione digitale ad un sistema di infotainment completissimo. Il Virtual Cockpit di fronte al conducente prevede un pannello con risoluzione HD da 10,25 pollici configurabile con 5 diverse schermate grafiche (tra cui anche quella con la mappa del navigatore a tutto schermo, ove presente tale optional). 

Scala è il primo modello del Gruppo Volkswagen ad adottare la terza generazione del sistema di infotainment MIB, aggiornabile over-the-air per quanto riguarda sistema operativo e mappe del navigatore. Disponibile in Italia in due varianti (Bolero con schermo da 8 pollici – quello dell’esemplare in prova – e Amundsen con schermo da 9,2 pollici, gesture control, eSIM LTE e navigatore), è facile da utilizzare e fluido nel funzionamento. Oltre ad avere Apple CarPlay e Android Auto wireless, è dotato di eSIM per la chiamata automatica di emergenza e per sfruttare i servizi connessi come l’app Skoda Connect per la gestione remota di alcune funzioni della vettura. Presenti 4 prese USB di tipo C (con adattatore incluso), posizionate 2 davanti (di serie) e 2 dietro (optional).

I comandi del climatizzatore automatico bizona sono inglobati nel display dell’infotainment: gli unici comandi fisici rimasti controllano solamente la gestione della temperatura, il flusso massimo, sbrinamento parabrezza/lunotto e sedili riscaldati. Per gestire la potenza dei flussi, invece, bisognerà aprire il menu nel display. 

Ricca la dotazione di ADAS anche per Skoda Scala: tra le novità citiamo il Side Assitant, una versione evoluta del Blind Spot Detect che amplifica il raggio d’azione da 20 a 70 metri, segnalando così in modo efficace situazioni di pericolo anche in autostrada e sulle strade a scorrimento veloce. Parte integrante del Side Assistant è il Rear Traffic Alert, che uscendo dal parcheggio in retromarcia segnala la presenza di oggetti in movimento nella zona posteriore. Ci sono poi di serie il Lane Assistant (con centramento della corsia) e il Front Assistant con funzione di frenata di emergenza, oltre al rilevamento della stanchezza del conducente. Optional il cruise control adattivo (ACC), che fino a 210 km/h adatta automaticamente la velocità ai veicoli che precedono e, in combinazione con il cambio DSG, frena la vettura anche fino all’arresto. In generale, la taratura dei sistemi di sicurezza è migliore su Skoda Scala che su Mazda3, dove li abbiamo trovati un po’ troppo bruschi. 

I due esemplari a nostra disposizione montano motori troppo diversi per essere paragonati. Ci limiteremo dunque a raccontarvi pregi e difetti di ognuno.

MAZDA3 SKYACTIV-G M-HYBRID: COME VA SU STRADA

Mazda3, in questo modello Skyactiv-G, è spinta da un 2 litri benzina aspirato 4 cilindri da 122 CV. Un motore che va provato prima di poterlo giudicare: i motori prestazionali sono un’altra cosa, ma il bello di questo aspirato è la grande fluidità nell’erogazione, specialmente a motore rodato. Si sente, lo ammetto, la mancanza di un turbo per affrontare con più serenità situazioni di emergenza come i sorpassi, ma questa pigrizia ai bassi regimi è ampiamente superabile agendo sulla piacevolissima leva del cambio, un manuale a 6 rapporti dalla precisione chirurgica che non vorreste mai smettere di utilizzare.

La coppia c’è, 213 Nm, ma è erogata in alto, a partire da 4.000 giri. La vettura è inoltre dotata di un sistema di elettrificazione mild hybrid a 24 V, con un piccolo motore elettrico che supporta il motore nelle fasi di transitorio e contribuisce a ridurre i consumi. Che sono bassi per essere un 2 litri a benzina: 6,5 l/100 km. Le prestazioni, nel complesso, sono buone, con 10,4 secondi per lo 0-100 e una velocità massima di 197 km/h. Volendo c’è anche il cambio automatico a 6 rapporti. La trazione integrale, invece, è esclusiva del motore Skyactiv-X da 180 CV.

Le sospensioni , MacPherson davanti e ponte torcente dietro, assorbono bene le asperità e garantiscono un assetto piatto e un rollio davvero minimo. Ottimo, infine, lo sterzo: preciso e coinvolgente, al pari del cambio.

SKODA SCALA 1.5 TSI DSG: COME VA SU STRADA

Sotto il cofano di Skoda Scala troviamo il 1.5 TSI turbo benzina 4 cilindri da 150 CV e 250 Nm. Rispetto all’aspirato di Mazda, parliamo di un motore dal carattere completamente diverso, che si sfrutta ottimamente già da 1.500 giri, quando entra la coppia massima. Meno morbido nell’erogazione rispetto al 2 litri aspirato giapponese, il “millecinque” del Gruppo Volkswagen propone un allungo notevole e un temperamento quasi sportivo, grazie anche al riuscito abbinamento con il cambio DSG a doppia frizione a 7 rapporti, un fulmine nelle cambiate e super-intelligente nello stabilire il rapporto più adatto per ogni situazione. La scheda tecnica parla di prestazioni convincenti, con 219 km/h di velocità massima e 8,2 secondi per lo 0-100 km/h. Il tutto a fronte di consumi che restano sempre sotto controllo, con una media registrata di 7,5 l/100 km. Il merito non va in questo caso al mild hybrid, che non c’è, ma alla disattivazione dei 2 cilindri in tutte quelle situazioni in cui non è richiesta la massima potenza. 

L’assetto di Skoda Scala, in questo esemplare Sport, è dotato dell’assetto adattivo Sport Chassis Preset, che prevede molle ribassate di 15 mm e ammortizzatori regolabili elettronicamente. La risposta delle sospensioni è di quelle “alla tedesca”: tendenzialmente rigida, ma con una sensazione di “compattezza” piacevole. Come su Mazda3, le sospensioni sono semplici, con un ponte torcente al posteriore che tuttavia, complice la leggerezza della vettura, non fanno desiderare un più raffinato multilink. La loro risposta alle sconnessioni è sempre sincera e discreta. Lo sterzo, molto leggero in modalità Normal, si irrigidisce il giusto nella modalità Sport, ma la sua risposta resta un po’ artificiale rispetto a quella di Mazda. 

PREZZO: DOTAZIONE RICCA E POCHI OPTIONAL

Veniamo infine ai prezzi: entrambe propongono una dotazione piuttosto ricca e una gamma semplice, con pochi optional. Mazda3, in questa versione Skyactiv-G 122 CV manuale e allestimento top di gamma Exclusive, costa 27.600 euro, a cui aggiungere 1.200 euro della vernice Soul Red Crystal e, volendo, 2.000 euro per il cambio automatico.

CONFIGURATORE MAZDA3

Skoda Scala, nell’allestimento Sport con motore 1.5 TSI DSG 150 CV della nostra prova, costa di base 25.960 euro. Aggiungiamo 650 euro per la tinta Blu Race metallizzato, 400 euro per i cerchi in lega da 18 pollici Vega, 780 euro per i fari full LED Crystal Light adattivi (senza però la tecnologia Matrix presente su Mazda), 400 euro del City Pack (con telecamera di retromarcia), 450 euro per Side Assistant e Rear Traffic Alert, 650 euro per l’accesso KESSY, arriviamo a circa 28.500 euro.

CONFIGURATORE SKODA SCALA

Che ne pensate di Mazda3 e Skoda Scala? Una emozionale, l’altra razionale. Ma entrambe molto complete da tutti i punti di vista. Fatecelo sapere nei commenti! E non dimenticatevi di seguirci anche sui nostri canali social, su Facebook e Instagram, di scriverci via SMS o Whatsapp al numero 3515680441 per qualsiasi domanda e di non perdervi le puntate di ShowcarTV in tutta Italia.

Simone Facchetti & Veronica L. Poblete