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Prezzi benzina: per il Codacons devono calare di 25 centesimi

Al crollo dei prezzi del petrolio non sta corrispondendo una riduzione significativa dei prezzi di benzina, gasolio, GPL e metano. Come riportato da QuiFinanza, nella giornata di ieri i futures sul greggio Wti in scadenza a maggio sono precipitati fino a zero per poi scendere su valori negativi. In parole povere, il prezzo del petrolio è sceso – prima volta nella storia – ad un valore inferiore a zero: -37,63 dollari al barile, pari ad un crollo del 305%.

Al loro risveglio stamattina, tuttavia, gli automobilisti che si aspettavano di fare il pieno di benzina gratis – o addirittura di essere pagati per fare benzina! – sono tornati a casa a mani (e serbatoio) vuote. Scherzi a parte, è chiaro che si tratta di una situazione del tutto particolare, che va però inquadrata e analizzata all’interno di contesti economici ben precisi e diversi da Paese a Paese. Come ben spiega QuiFinanza, infatti,

nonostante il contratto di maggio sul petrolio sia finito ad un valore al di sotto dello zero, il contratto di maggio sul gasoline (benzina verde), a New York, ha chiuso ieri a 0,6683 dollari al gallone, un prezzo che non si discosta troppo dal contratto successivo di giugno e che non dà certamente un valore zero o inferiore.

In Italia, a causa dell’elevato peso fiscale – IVA e accise contano, sul prezzo medio della benzina per il 68% e su quello del gasolio per il 64% – il prezzo non potrà mai scendere al di sotto di certi livelli. Ma è anche vero che è più che lecito aspettarsi una riduzione dei prezzi alla pompa. Ovviamente non per il calo straordinario del prezzo del petrolio al barile di ieri (per le cui ripercussioni occorrerà attendere il mese di maggio) ma, più in generale, per il calo costante del prezzo del greggio nel periodo di diffusione del coronavirus.

Come spiega in un comunicato il Codacons, “l’emergenza coronavirus ha portato ad un crollo del petrolio, le cui quotazioni hanno oramai raggiunto i livelli minimi dal 2002, con il Brent sceso a 19,17 dollari al barile. Una diminuzione delle quotazioni che dura da settimane, ma che non ha avuto ripercussioni sui prezzi dei carburanti alla pompa: ad esempio solo nel mese di marzo, a fronte di un calo del greggio attorno al -60%, benzina e gasolio sono calati appena del -6%”.

Secondo i calcoli dell’Associazione dei Consumatori, il risparmio alla pompa dovrebbe essere ben superiore:

Al netto delle tasse i listini della benzina presso i distributori devono calare di almeno 25 centesimi, e c’è margine per una riduzione di 15 centesimi per il gasolio. Il mancato ribasso rappresenta una possibile speculazione a danno dei consumatori.

L’Associazione ha dunque annunciato che presenterà un esposto a 104 Procure della Repubblica in tutta Italia per indagare su eventuali reati di aggiotaggio e manovre speculative.