Elettrico & Tech

Renault Megane 2021: l’elettrica che verrà

Renault Megane, recentemente aggiornata con un restyling che ha introdotto un’interessante versione ibrida plug-in, si prepara ad una vera e propria rivoluzione. La segmento C francese, nata nel 1995, nel 2021 inizierà una nuova vita. Sotto il segno dell’elettrico.

NUOVA PIATTAFORMA, NUOVE POSSIBILITÀ

CMF-EV. Cinque lettere per identificare la nuova architettura che l’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi ha sviluppato appositamente per le sue future auto elettriche. Una piattaforma senza vincoli di spazio permetterà a questi veicoli di avere una volumetria interna superiore a parità di dimensioni, oppure la stessa abitabilità con dimensioni maggiori. La nuova Mégane – sempre che si chiami ancora così – non diventerà un SUV come successo a tanti altri modelli, ma dovrebbe comunque ereditare dal sempre più gettonato mondo dei crossover quell’assetto leggermente rialzato e quel look un po’ più robusto che tanto piace agli automobilisti. Per capire di cosa stiamo parlando basta dare un’occhiata alle differenze che intercorrono tra una Kia Ceed e XCeed. Oppure, semplicemente, sfogliare la galleria di immagini della Mégane eVision, il prototipo che Renault ha svelato la scorsa settimana.

Nel caso di Mégane eVision, a fronte di una lunghezza di 4,21 metri, si ha lo spazio di una berlina di segmento C più lunga di 15 o 20 centimetri. In più, grazie ad un innovativo pacco batterie (il più sottile del mercato), non serve rialzare troppo la carrozzeria (“stratagemma” adottato da molte Case proprio per non sacrificare lo spazio interno), mantenendo un design più da crossover che da SUV, con tutti i vantaggi in termini aerodinamici che ne derivano.

STILE EVOLUTO, MA RASSICURANTE

Il probabile aspetto della futura Renault Mégane ve lo mostriamo noi di Showcar con le nostre consuete ricostruzioni rendering. L’obiettivo della dirigenza Renault è quello di mantenere quei valori di piacere di guidacomfort serenità tipici dell’attuale generazione, con un look ancora più espressivo ed emozionale, denominato Coup de Cœur. Le differenze con la concept car dovrebbero essere molto ridotte e concentrate principalmente su cerchi in lega, le minigonne, gruppi ottici (che comunque dovrebbero mantenere la firma luminosa a tutta larghezza che va a sottendere il logo della Losanga, sia davanti sia dietro) e telecamere laterali (sostituite probabilmente da specchietti tradizionali). Le linee orizzontali e i volumi solidi, ma sapientemente lavorati, evolveranno l’attuale linguaggio stilistico di Renault, la cui firma finale spetterà come sempre a Laurens Van Den Acker. Troppo vicina la commercializzazione per pensare ad un contributo dei due più recenti “acquisti” fatti da Groupe Renault, ovvero Gilles Vidal (ex direttore del design di Peugeot) e Alejandro Mesonero-Romanos (ex responsabile del design di Seat e Cupra).

POWERTRAIN CONCRETO

La showcar adotta un pacco batterie da 60 kWh con tensione a 400 V, ricaricabile in corrente continua ad una potenza massima di 130 kW e in corrente alternata fino a 22 kW (comodissimo per sfruttare appieno la potenza erogata dalla maggior parte delle colonnine pubbliche esistenti). Il motore elettrico a rotore avvolto, collocato sotto al cofano anteriore e deputato a fornire trazione alle ruote davanti (ma la piattaforma può accogliere anche un secondo motore al posteriore), sviluppa una potenza massima di 160 kW e permette alla concept di accelerare da 0 a 100 km/h in circa 8 secondi. Tutti questi valori dovrebbero essere confermati anche per il futuro modelli di serie.

Infine, la nuova Renault Mégane porterà con sé una nuova piattaforma software, predisposta per accogliere aggiornamenti del sistema di infotainment e altre funzioni del veicolo, il tutto da remoto.