Test Drive

Renault Twingo Test Drive

La citycar francese adesso cambia in automatico.
La protagonista della prova su strada di questa settimana è la nuova Renault Twingo dotata del propulsore da 1 litro a 3 cilindri e 69cv, ma con una interessante caratteristica, il cambio automatico a doppia frizione e 6 rapporti.
Delle qualità di questa compatta da città ne abbiamo parlato a lungo in passato a partire dalle dimensioni che sono rispettivamente di 360cm di lunghezza, 165cm di larghezza e 155cm di altezza, che rendono la piccola francesina ottima per 4 persone con un’ abitabilità che, grazie alle 5 porte, è agevole anche se la mancanza dei finestrini a discesa nel posteriore, ma solo a compasso, fanno perdere qualche punto in tema praticità.

Il confort è buono, grazie alle sospensioni morbide e l’insonorizzazione dell’abitacolo.
In questo caso, la tenuta di strada è garantita dall’assetto e le gomme con cerchi da 15 pollici di serie, mentre lo sterzo è preciso e con un raggio di sterzata di soli 4,3 metri. La frenata, che utilizza i dischi anteriori ed i tamburi nel retrotreno, offre una soluzione che nelle piccole è spesso usata ma si è dimostrata adeguata, anche se i quattro dischi sono sempre preferibili.
Va detto che la Twingo ha il motore posteriore ed utilizza la stessa piattaforma della Smart, ma la distribuzione dei pesi differente da un auto con motore anteriore, non crea alcun problema e non è percepibile da chi guida, chiaramente parliamo di una trazione posteriore,  caso pressoché unico nel panorama automobilistico attuale.
Ma avere il motore nel retro, penalizza la capacità di carico che è di soli 188 litri, che possono aumentare a 980, abbattendo entrambe gli schienali dei sedili posteriori.
Ma torniamo a parlare del propulsore e dell’interessante cambio automatico a doppia frizione. Innanzitutto, privilegia i consumi bassi, infatti le cambiate partono sempre a bassi regimi, registrando un consumo di 4,5 litri per 100km di media, 3,9 sull’extraurbano e 5,6 nell’urbano.
Le prestazioni sono da utilitaria, ma tutto sommato più che sufficienti per destreggiarsi nel traffico cittadino, infatti offre 155 km/h di velocità massima, 14,5 secondi per passare da 0 a 100Km e 91Nm di coppia a 2850 giri.
Il cambio è estremamente fluido e vi è anche la possibilità di utilizzare il manuale, ma solo attraverso la leva.
 
Esternamente la Twingo si presenta con una linea compatta ed armoniosa, dove sul frontale troviamo gli utili ed originali fari diurni a led, mentre i proiettori sono ancora alimentati con lampade alogene. Il muso è corto e muscoloso, con un andamento della fiancata che ricorda lontanamente la R5 Turbo.
Le maniglie posteriori sono posizionate in altro, aumentando la pulizia della linea.

Nel retro domina il grande lunotto che ingloba l’apertura del baule, mentre nel paraurti spuntano i finti sfoghi del propulsore.

 

Dentro si viaggia comodi solo in 4, come dicevamo, con i sedili foderati in robusto materiale tecnico, ma per il resto dominano le plastiche rigide, ma ben assemblate.
Belle le finiture bianche, ma troppo esposte allo sporco.
La plancia è impreziosita del sistema R-Link, con un ottimo navigatore TomTom e la telecamera posteriore, comandabili dallo schermo capacitivo da 7 pollici, facile ed intuitivo da utilizzare e con la possibilità di utilizzare tutte le connessioni con lo smart phone, mentre il quadro strumenti è di tipo misto analogico e digitale, con lo schermo centrale tondo ricco di informazioni.
Molto intelligenti alcune soluzioni per lo spazio a bordo, a partire dal cestino portaoggetti in plancia asportabile.
Molto comodo e sportivo il volante in pelle con comandi essenziali, peccato manchino i paddle al volante per il cambio automatico in modalità sequenziale.

 

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