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SsangYong conferma il lancio di tre nuovi modelli per sopravvivere alla crisi

SsangYong Motor Company non naviga certo in acque felici. La pandemia da coronavirus ha spinto l’azionista di maggioranza – il colosso indiano Mahindra Group – a ridurre i nuovi finanziamenti per la Casa automobilistica sud-coreana, ma questo non fermerà il piano di ristrutturazione gestionale già in corso. Un piano che sta coinvolgendo diversi settori aziendali, dalla ricerca&sviluppo alla produzione, dalle vendite alla rete post-vendita, con l’obiettivo di garantire competitività e stabilità al Gruppo quando l’emergenza sanitaria sarà rientrata e si dovrà ripartire.

E’ questo un momento di svolta, lo è per tutti, persone, aziende, istituzioni. Siamo stati costretti, in poche settimane, a ripensare attività e business in chiave diversa, dobbiamo prepararci ad un nuovo mondo, interpretare i nuovi bisogni dei clienti e organizzare la presenza sul mercato di conseguenza. Stiamo già lavorando su questi temi e allo stesso tempo, stiamo sbloccando tutte le risorse disponibili per rispondere in modo tempestivo alla sofferenza di liquidità che tutto il sistema automotive sta patendo in modo drammatico.

Mario Verna, Direttore Generale di SsangYong Motor Italia.

NOVITÀ SSANGYONG 2020

La crisi non fermerà il piano di rilancio del marchio, che riceverà comunque 40 miliardi di won (pari a circa 30,3 milioni di euro) di finanziamenti da Mahindra: il piano prevede, infatti, la conferma del lancio dei nuovi modelli SsangYong annunciati negli scorsi mesi: il C-SUV SsangYong Korando (disponibile, dai primi mesi del 2021, anche in versione elettrica SsangYong Korando Full Electric), il restyling del B-SUV SsangYong Tivoli e il pick-up SsangYong Rexton Sports XL.

La sostenibilità finanziaria di SsangYong passerà anche attraverso l’adozione di misure per assicurare non insorgano problemi di liquidità a breve termine: tra queste, la vendita degli asset non essenziali, come il Centro Logistico di Busan, e il reperimento di 500 miliardi di won richiesti per la normalizzazione delle attività nei prossimi tre anni.