Test Drive

Torna la spider più amata: BMW Z4 (Video)

Cresce in dimensioni e perde in peso, grazie alla capotte che torna in tela, come nella migliore delle tradizioni… È nuova BMW Z4, nata dalla sinergia con Toyota (che lancia, dalla sua, Supra), che stiamo provando tra le valli del Trentino Alto Adige nell’allestimento M Sport e motore SDrive 30i.Il look è sempre più accattivante, partendo dal frontale, con un’inedito doppio rene rivisitato, fari Full Led e le numerose feritoie di raffreddamento presenti sia nel paraurti che spostandosi sulla fiancata, al di sotto dell’imponente nervatura. Posteriormente sono molto belli i fanali ad andatura orizzontale, dalla classica forma a L, e lo spoiler in color carrozzeria. È presente anche un doppio scarico.

Il bagagliaio (ad apertura manuale) non è né dei migliori né dei peggiori; presenta una capacità limitata, di 281 litri, ma al contempo numerosi vani porta oggetti e una botola di collegamento con l’abitacolo.A bordo il comfort è buono, sono diverse le regolazioni per i sedili (e per il volante) e lo spazio, anche per i più alti, non manca. I sedili, inoltre, nel nostro allestimento, sono sportivi e rivestiti in pelle e Alcantara.

La plancia riprende gli stilemi e la razionalità visti su Serie 3. Tanta la tecnologia: il quadro strumenti è digitale, ben 12,3”, al di sopra di esso fa capolino un head-up display, mentre nel tunnel è presente uno schermo capacitivo da 10,25” ricco di navigatore, radio DAB, connessione web, Android Auto ed Apple Carplay finalmente wireless, così come il caricabatteria posto sotto ai comandi del clima bizona. Tranquilli, le prese USB e dodici volt ci sono ancora.Svegliati i cavalli, la guida della nostra Z4 SDrive 30i M Sport si rivela piacevole, il comfort -come dicevamo- è assicurato, benché la seduta sia davvero bassa e non per tutti sia semplice salire o scendere. Con capotte chiusa l’insonorizzazione è buona, pochi i fruscii che si percepiscono, però, in questa modalità non è molta la visibilità posteriore; il lunotto, infatti, non è dei più ampi. Le sospensioni a controllo elettronico assorbono bene le asperità della strada, sebbene sia sempre opportuno affrontare con cautela buche o dossi particolarmente pronunciati. Le cose cambiano, però, se si seleziona la modalità Sport (sì, perché sono diverse le modalità di guida per cui si può optare, tra Sport, Sport+, Standard, Eco o Individual). Qui Z4 diventa più cattiva, ma al contempo precisa; le sospensioni diventano più rigide, l’assetto di fa sportivo e il cambio scala più velocemente in frenata, creando spesso e volentieri qualche scoppiettio che a me, personalmente, fa impazzire. Detto questo, anche l’aderenza su strada, persino divertendosi un po’, è davvero elevata.Ora arriviamo ai dati salienti, visto che immagino tutti vi stiate chiedendo cosa c’è sotto al cofano della nostra Z4. Ebbene, il nostro modello monta un propulsore 2.0 biturbo benzina, in grado di erogare 258 cv a 5000 giri e 400 Nm a 1550. Le prestazioni dichiarate dalla casa sono le seguenti: 250 km/h di velocità massima e 0 a 100 in 5,4 secondi… Noi ci abbiamo provato, su strada chiusa, ed effettivamente è pressoché così, grazie anche al cambio zf a 8 rapporti che monta il nostro esemplare; è comunque possibile optare per una guida più coinvolgente grazie ai paddle al volante.

I consumi non sono dei più ridotti, ma nemmeno esagerati, bensì adeguati, con una media di 6,1 litri necessari per percorrere 100 km.

Detto questo direi: spider sì, bella sì, divertente/performante sì, ma la sicurezza? C’è. Su Z4 sono diversi gli ADAS per cui si può optare. C’è il controllo attivo della carreggiata, la frenata d’emergenza, il preavviso di collisione, e poi gli ormai immancabili ACC, sensori e retrocamera, che corre in aiuto al lunotto di piccole dimensioni di cui abbiamo parlato prima.

foto di @franciacortasupercars

Autore dell'articolo:

Showcar