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Volkswagen ID. SPACE VIZZION anticipa la wagon elettrica del 2021

La famiglia ID. si allarga. Dopo aver lanciato sei concept nel corso degli ultimi 3 anni (ID., ID. CROZZ, ID. BUZZ, ID. VIZZION, ID. BUGGY, e dopo aver presentato lo scorso settembre la versione definitiva di ID.3, Volkswagen anticipa la sua prima station wagon elettrica.

Volkswagen ID. SPACE VIZZION, attesa al debutto al Salone di Los Angeles 2019 (22 novembre-1 dicembre), sarà in sostanza una variante famigliare della concept ID. VIZZION presentata al Salone di Ginevra 2018.

AMMIRAGLIA FAMIGLIARE

Come l’ammiraglia a 5 porte da cui deriva, anche la ID. SPACE VIZZION propone linee e soluzioni futuristiche, pensate in vista di un 2030 in cui le auto saranno praticamente solo elettriche e la guida autonoma di livello 5 sarà una realtà consolidata. 

Il design è aerodinamico (Cx 0,24) ed evolve i concetti già visti sulle recenti ID.3, ma anche la nuova Volkswagen Golf 8 in versione ibrida plug-in, con le luci diurne che si inseriscono in un motivo a nido d’ape. L’illuminazione animata e la luce interna ID. Light (presente anche su ID.3) interagiscono con il guidatore, creando un’esperienza degna di una showcar. 

Le proporzioni fondono i concetti di SUV, station wagon e gran turismo, creando, nelle intenzioni di VW, un “nuovo segmento elettrico”. Le dimensioni di ID. SPACE VIZZION: 4.958 mm di lunghezza x 1.529 mm di altezza x 1.897 mm di larghezza x 586 litri di bagagliaio. Quest’ultimo è equipaggiato con un piano di carico sollevabile, sul cui lato inferiore sono disponibili due longboard elettrici progettati per percorrere anche “l’ultimo miglio” a zero emissioni. 

ANTICIPA IL TOP DI GAMMA ELETTRICO

La piattaforma di partenza è la “solita” MEB, sviluppata da Volkswagen per tutte le future auto elettriche a partire da ID.3. In questa versione, l’architettura modulare è stata allungata per garantire spazio in abbondanza per passeggeri e pacco batterie. 

Le soluzioni per l’abitacolo prevedono una plancia completamente digitale e l’utilizzo di componenti realizzati da materie prime sostenibili: è il caso della AppleSkin, una pelle artificiale creata in parte con scarti di produzione del succo di mela.

Davanti al conducente spicca un volante multifunzione con tasti a sfioramento, una plancia a sviluppo orizzontale con display head-up a realtà aumentata (sostituisce la strumentazione, ridotta ad un mini-display che contiene le informazioni base), un display touch da 15,6 pollici a sbalzo in stile Tesla Model 3 e due sole leve fisiche: quella a sinistra per gestire tergicristalli e frecce, quella a destra per il “cambio”. 

L’autonomia massima di questo modello – che arriverà in serie già nel 2021 con commercializzazione in Europa, Stati Uniti e Cina sia in versione berlina sia Variant – è di 590 km nel ciclo WLTP, grazie ad un pacco batterie da 82 kWh (77 kWh netti, come la versione top di ID.3) annegato nel pianale. Le prestazioni sono da GT, con 250 kW di potenza (340 CV, di cui 279 al posteriore e 102 all’anteriore) e un’accelerazione 0-100 km/h in 5,4 secondi. 

Simone Facchetti